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VOLUME 3

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Cenni Storici di Sava

Centro del Salento settentrionale, situato sulle Murge Taratine. Le scarse fonti documentate non ci fanno ripercorrere le tappe più antiche. Si possono vedere sparsi per il territorio insediamenti neolitici (VI-V millennio a.C.), reperti di sepoltura di epoca ellenistica (IV-III sec. a.C.), e monete di epoca Magnogreche e Romane. L’origine del nome “Sava” e controversa, a chi sostiene che essa risale a “Saba” nome di una leggendaria famiglia Patrizia Romana, invece c’è chi sostiene la derivazione da “Sabua” (tufi). Evidente riferimento alla roccia arenaria che si trova nel territorio. La prima testimonianza certa del Calis Savae” è del 1417, scritta in un documento della Regina di Napoli Giovanna d’Angiò Durazzo. Nel 1520 il feudo fù ceduto alla nobile famiglia Leccese Prato, dalla famiglia Mayra o Mayro di Nardò. Il quale resse le sorti fino al 1630. la baronessa Ippolita viene ricordata per la mitezza nel periodo feudale, il suo nome divenne simbolo di singolare generosità, dono infatti ai gesuiti dei propi beni, alle ragazze povere di Sava e alla Compagnia di Gesù, ritenute dagli eredi troppo larghe, infatti diedero luogo, poi, a complessi e lunghe vicende, che  si conclusero più di cento anni dopo, nel 1743, quando Sava, con Aliano e Pasano, passò  definitivamente ai Gesuiti, con l’assenso di Carlo Borbone re di Napoli. Nel 1767 fù soppressa la Compagnia di Gesù. Il governo locale passò ai commissari regi. Nel 1810 Pietro D’abramo divenne il primo sindaco. Sava oggi è una cittadina di terra e mare, che la fertilità della campagna e la vicinanza delle spiagge “incantevoli” di questo tratto rendono tratto ideale.

 

Da Visitare

Chiesa di Mater Domini Si indica come prima Parrocchiale savese, sotto il titolo di Mater Domini, dovrebbe risalire alla prima metà del sec.XVI ed è probabilmente coeva al palazzo baronale che sta ad essa di fronte.  la chiesa di Mater Domini, orientata liturgicamente e priva di abside, è a una navata con pareti superiormente marcate da sobrie madanature di fattura artigianale. Da notare, sopra il presbiterio, una serie di 'voltine' del tipo cosiddetto 'catalano'. Pertanto, tale semplicità architettonica, anche esteriore (se intenzionali non sono, sulla facciata, due elementi funzionali forse richiamanti l'alfa e l'òmega) non consente di accostarla o confrontarla con nessuna chiesa dei paesi vicini. Forse tanta essenzialità tradisce il periodo di operosa povertà in cui essa sorse.

  

LA CHIESA e il CONVENTO di S. FRANCESCO d'ASSISI La chiesa, come oggi si vede, è una delle più grandi e più belle del Salento francescano. L'originaria struttura della prima chiesa fu di molto ampliata (a prezzo di sacrifici e grande abnegazione di frati e di fedeli anche per l'interporsi della seconda guerra mondiale) negli anni 1936-48, ma i lavori definitivi si possono datare ai primi anni '80. Ideatore e promotore dell'ampliamento fu P.Pietro Ettorre da Crispiano (1904-97). La pianta della chiesa è a croce latina sormontata da due cupole: la più piccola copriva la chiesa originaria; la più grande insiste tra i bracci dei transetti e la parte antistante del presbiterio al centro del quale è l'altare maggiore. La chiesa di S.Francesco d'Assisi si segnala per gli affreschi di due valenti pittori della seconda metà del '900. Accanto al convento francescano fu eretto anche il Collegio dove per circa tre decenni studiarono molti giovani frati della Provincia Serafica fino al completamento degli studi liceali e vi si tenne anche, durante la II guerra mondiale, il primo biennio di quelli teologici.

  

IN GIRO PER LA CITTA’ TRA: CASTELLO, CHIESA MATRICE, CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI, LIMITONE DEI GRECI, SANTUARIO DELLA MADONNA DI PASANO, CAPPELLA DELL’IMMACOLATA “VECCHIA”, CAPPELLA DETTA “DELLO SCHIAVO”, CAPPELLA DETTA “IL CROCIFISSO” O OCCHIO DELLA MISERICORDIA, CHIESA MATER DOMINI, LA COLONNA DI S. GIOVANNI BATTISTA, PIAZZA S. GIOVANNI BATTISTA

 

IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI PASANO: A circa quattro chilometri dall’abitato, lungo la via che porta a Lizzano, nella contrada denominata, forse da un prediale latino, Pasano. Tale il titolo della Madonna che vi è venerata la cui effigie bizantineggiante (l’affresco sec.XIII-XIV), recentemente restaurata come anche tutto l’interno, fu posta sull’antifacciata al di sopra dell’altare. Il santuario che oggi si vede, a una navata, con orientamento nord-sud, fu eretto dalla publica pietas dei Savesi tra la fine del ‘600 e il 1712 sotto la direzione dei PP. Gesuiti allora feudatari della baronia di Sava e dei suffeudi di Aliano e Pasano. Le due statue di santi, S.Ignazio di Lodola e S.Francesco Saverio, sono l’unica testimonianza della lunga permanenza della Compagnia di Gesù nella storia di Sava. Stucchi e tele del sec.XVIII decorano le pareti. Nel 1605, uno schiavo pagano, legato da una pesante catena al piede, trascinava merce del suo padrone da Sava a Pasano e viceversa. Un giorno, spossato dalla fatica, si volge verso l’antica chiesetta e, gridando, implora la Madonna affinché lo liberi. Miracolosamente un masso cade dall’alto, rompendo la catena senza far male al piede dello sventurato, il quale, pieno di gratitudine, chiede di essere battezzato. Il 12 giugno 1605 egli diventa cristiano col nome Francesco. Da allora ogni anno la prima domenica di marzo, si commemora quelevento con pellegrinaggi, processioni e feste. In una teca di vetro si conservano il ceppo di ferro che imprigionava la caviglia dello schiavo e il grosso masso.

Frazioni

Pasano

Archignano

Torre 

 
Provincia Frazioni Popolazione Superficie (km²) Densità (ab./km²)

Provincia di Taranto

3

16.820

44

383.8

 

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